Home Bollettino settimanale Avvisi 2009-01-11
Avvisi 2009-01-11
Tu sei il Figlio mio, l’amato:
in te ho posto il mio compiacimento


Domenica 11/01

Festa del Battesimo di Gesù
SS. Messe ore 8,00, 10,30 e 19,00
ore 9,15 in Patronato, catechesi familiare per genitori e bambini di 2^ elementare
ore 10,30 S. Messa con la presenza del Coro S. Cecilia
ore 16,30 in Patronato, incontro Gruppo Giovani Sposi (aperto ad altre giovani coppie che desiderino partecipare)

Lunedì 12/01

ore 15,00 Catechismo

Martedì 13/01

ore 15,00 Catechismo

Giovedì 15/01

ore 15,00 Catechismo
ore 20,30 Coro S. Cecilia
ore 20,45 Coro Giovani

Venerdì 16/01

ore 15,00 Catechismo
ore 16,00 Coro Piccole Voci
Il previsto incontro del Consiglio Pastorale parrocchiale (in vista del suo rinnovo) è spostato ad altra data.

Sabato 17/01

ore 15,00 A.C.R.
dalle ore 18,00 Confessioni
ore 19,00 S. Messa festiva con la presenza del Coro Giovani

 

Domenica 18/01

 

2^ del Tempo ordinario
SS. Messe ore 8,00, 10,30 e 19,00
ore 9,15 in Patronato, catechesi familiare per genitori e bambini di 1^ elementare

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Anche se risalenti a qualche anno fa, riportiamo qui alcune riflessioni stimolanti di don Antonio Mazzi, apparse a suo tempo su Avvenire e originate allora dall’arresto di don Cesare Lodeserto per vicende legate alla conduzione del centro di prima accoglienza “Regina Pacis” di San Foca di Melendugno (Le). Don Cesare è stato poi assolto dalle accuse (lanciategli da alcuni ragazzi accolti nel Centro) rivelatesi del tutto infondate. Questa testimonianza piuttosto forte, come è nello stile di don Mazzi, ci aiuta comunque a renderci conto di quanto spesso sia difficile anche “sporcarsi le mani” per dare una mano a ragazzi che potrebbero essere figli nostri.
Ricordiamoci allora di pregare un poco anche per quei preti che, proprio a causa del loro impegno così particolare, forse sbrigativamente consideriamo poco “preti”, e per quei volontari che, nonostante tutto, continuano a credere nella reale possibilità che ognuno ha di cambiare.
E’ per questo che anche di fronte a casi “quasi impossibili” non si girano dall’altra parte e non smettono di “voler bene” ogni giorno….., anche a nome nostro.

I preti che si sporcano le mani

Sono avvilito per quanto è successo ad un carissimo amico prete, don Cesare Lodeserto, sbattuto in carcere per accuse all’apparenza pesanti. Per noi, che lavoriamo nel mondo delle gravi emarginazioni, accuse di questo genere sono pane quotidiano. Le violenze che si accumulano in pochi metri quadrati di abitazione sono più esplosive di una bomba. Vivono gomito a gomito storie assurde, religioni incompatibili, malavita organizzata, prostituzione, droga, odi atavici, gente che non ha mai avuto una minima regola di vita.
Siamo chiamati ad ospitare, a qualsiasi ora del giorno e della notte, chiunque bussi alla porta, regolare o no, tra la precarietà, l’impreparazione del personale, il soprannumero. Nel contempo abbiamo sempre in agguato la menzogna, l’accusa, il ricatto, le minacce. Ricorderò, per esemplificare, due episodi accaduti a me.
Una mattina, durante l’ora di footing, un ragazzo palestinese con una storia spaventosa di abusi alle spalle, ha avuto una reazione inaspettata ad una banale osservazione di un compagno che correva con lui. Per non aggredirlo si è proiettato a velocità pazza contro una vetrata infrangibile (due metri per tre) della nostra sala da pranzo. L’ha sfondata, sfregiandosi tutto. E’ stato portato con urgenza all’ospedale. Se avesse dichiarato che i suoi compagni l’hanno sbattuto contro i vetri, sarebbe stato certamente creduto dalla pattuglia di polizia che presidia costantemente i pronto soccorsi. Per fortuna ha raccontato la verità. Ciononostante, per quasi mezza giornata, abbiamo avuto le forze dell’ordine che hanno interrogato i suoi compagni. La reazione, mi ha spiegato in lacrime quando tornò tutto bendato dall’ospedale, l’ha avuta per evitare di aggredire il suo compagno, conoscendosi bene.
L’altro caso è solo apparentemente diverso.
Ero a parlare del più e del meno sotto il gazebo della comunità, con i miei responsabili. Ho visto con la coda dell’occhio il signor x, coltello in mano, correre verso di me. Era un ragazzo algerino irregolare che avevamo ospitato. Mi ha piantato il coltello sotto il mento gridandomi che voleva mille euro per scappare. Sono rimasto imperterrito. Conosco bene queste scene. Tre suoi compagni, in un battibaleno gli sono saltati addosso. Solo un paio di mie pedate ha fatto rinsavire i tre.
C’era un naso rotto, tre denti per terra e la mia nausea per l’ennesima sconfitta e l’ennesima violenza gratuita. Se il signor x avesse detto che l’avevo picchiato, tutti gli avrebbero creduto e la notiziola sarebbe immediatamente comparsa con titoli su sei colonne. Non è stato così. L’algerino si è subito pentito e in pochi giorni abbiamo sistemato denti e naso.
Purtroppo, episodi di questo tipo, compresi i tentati suicidi e le fughe frequenti, nonostante la nostra assidua attenzione si scatenano nei modi più impensati e nei tempi più strani. E’ comodo volere che il mondo del volontariato supplisca al vuoto vergognoso dello Stato per poi, al primo segnale, candidarlo alla gogna. Dobbiamo preparare gli educatori di questi centri. Dobbiamo evitare che i veri “sequestrati” siano i direttori di queste strutture di accoglienza. Dobbiamo far sì che la paura non giochi brutti scherzi ai responsabili. Dobbiamo esigere dalle istituzioni stima, comprensione, aiuto e legislazioni adeguate.
Questi avamposti sono luoghi di frontiera rischiosissimi, indifesi e misconosciuti. Dobbiamo aprire gli occhi.
Troppa gente superficiale straparla e sentenzia con altrettanta facilità e spesso chi potrebbe (e dovrebbe) fare qualcosa, perché ne ha l’autorità e i mezzi, se ne lava invece le mani dei problemi e “di quella gente là”, dimenticando che in un domani, forse neanche tanto lontano, pure un loro figlio potrebbe magari trovarsi tra “quelli”. Venite a passare qualche giorno in questi centri. Vedrete che non si possono applicare le leggi degli asili infantili ad agglomerati surriscaldati da rabbie, povertà, ingiustizie e promesse deluse. Nelle galere succede ben peggio. Gli alti cancelli, le mura altissime e gli agenti con pistola sanno far trapelare o non far trapelare notizie. I nostri centri non sono certamente lager ma sono invece aperti a chi ci vuole bene e a chi ci vuole male. Purtroppo. Don Antonio Mazzi

UFFICIATURE

LUNEDI 12/01: ore 19,00 S. Messa

MARTEDI 13/01: ore 08,30 MARIA ELISA

MERCOLEDI 14/01: ore 19,00 S. Messa

GIOVEDI 15/01
ore 19,00 a. Gasparotto EMILIO e NICODEMO
Famiglia CHEMELLO, Perinetto PIERINA

VENERDI 16/01: ore 08,30 Intenzioni Offerente

SABATO 17/01
ore 19,00 a. Bertuzzo ADOLFINO
a. Caldieraro DIEGO e PASQUALINA
a. Brusaporco SILVIO
a. Galdeman PIETRO
a. Rigon ATTILIO
a. Scanagatta ADOLFO
a. Pettinà ANTONIO
Cavazzin ELDA
Famiglia STEVAN Carlo e GIOVANNA
Strazzabosco ANTONIO e Bongiovanni NICOLA
IRMA, ANGELO e GIUSEPPE

DOMENICA 18/01
ore 08,00 Damo ANTONIO - Intenzioni Offerente
ore 10,30 a. Carraro RICCARDO e LIVIA
Mosele SILVIA
Zulian ROBERTO
Segalin LUCIA
Bisortolo EMILIA e Santini
ore 19,00 a. Meneghini LORIS
a. Meneghini LORIS
a. Biasia ALDO

 
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